Blog a cura di Studio Cesiano Riccio

L'informazione per la tua tutela della tua azienda

Telefono +39 375 675 6709

Spese di rappresentanza e trattamento fiscale

Le spese di rappresentanza sono un utile strumento per ottimizzare il carico fiscale della tua S.r.l. per la loro deducibilità, che è tuttavia soggetta ad alcune limitazioni.
Spese di rappresentanza e fiscalità

Cosa sono le spese di rappresentanza e come funziona il loro trattamento fiscale?

Oggi parliamo di questo importante costo, che può far conseguire alle società alcuni vantaggi fiscali. Le spese di rappresentanza, infatti, sono deducibili e possono essere utilizzate per risparmiare sulle imposte della tua S.r.l.

Infatti, per il principio dell’inerenza, se le spese di rappresentanza sono inerenti all’attività aziendale, sono anche deducibili.

Conseguenza di quanto detto è l’ottimizzazione del carico fiscale della società.

Ma che cosa sono le spese di rappresentanza e come funziona il loro trattamento fiscale?

Vediamo insieme quali sono le strategie da poter adottare per garantirne la deducibilità e la conformità alle normative vigenti.

Contattaci se vuoi approfondire il tema delle spese di rappresentanza e il loro trattamento fiscale.

Spese di rappresentanza: cosa sono

Le spese di rappresentanza consistono in costi che un’azienda sostiene per promuovere la propria immagine e consolidare le relazioni con clienti e fornitori.

Possono comprendere l’organizzazione di eventi, la distribuzione di regali aziendali, viaggi di lavoro e spese per la ristorazione.

In base al principio dell’inerenza, le spese di rappresentanza sono deducibili dalle tasse se strettamente connesse alle attività dell’azienda e possono offrire significativi vantaggi fiscali.

Cosa si considera spesa di rappresentanza

Le spese di rappresentanza, a patto che siano realmente sostenute e adeguatamente documentate, includono costi per la distribuzione gratuita di beni e servizi, spese a scopo promozionale o per relazioni pubbliche, e quelle che soddisfano criteri di ragionevolezza mirati a generare benefici economici per l’azienda, anche potenzialmente, o che sono in linea con le pratiche commerciali del settore.

Facciamo alcuni esempi di spese di rappresentanza.

Pensiamo alle spese per viaggi turistici che includono significative attività promozionali legate ai prodotti o servizi offerti dall’azienda.

O ancora, alle spese sostenute per organizzare feste, ricevimenti e altri eventi di intrattenimento durante occasioni speciali aziendali, festività nazionali o religiose, inaugurazioni di nuove sedi o stabilimenti, o in concomitanza con mostre, fiere ed eventi analoghi dove si presentano i prodotti o servizi dell’impresa.

Infine, rientrano tra le spese di rappresentanza quelle per beni e servizi offerti gratuitamente, inclusi contributi per convegni, seminari e manifestazioni affini, purché rispettino i criteri poco prima indicati.

Per una gestione fiscale e aziendale efficace, è necessario distinguere tra spese legittime e spese non legittime. Le norme fiscali stabiliscono criteri precisi per la loro deducibilità. Analizziamo insieme il trattamento fiscale delle spese di rappresentanza!

Fiscalità delle spese di rappresentanza

Quando si parla di spese di rappresentanza, si deve tenere presente che il loro trattamento fiscale è diverso in base al contesto legislativo locale e nazionale.

Le spese di rappresentanza apportano diversi vantaggi strategici.

Per esempio, migliorano la visibilità dell’azienda, consolidano i rapporti commerciali e possono creare nuove opportunità di business.

Generalmente, sono deducibili solo parzialmente e necessitano di una documentazione dettagliata ai fini della loro deducibilità. Ma quando queste spese sono deducibili?

Te lo spieghiamo noi!

Deducibilità delle spese di rappresentanza

Le spese di rappresentanza sono deducibili soltanto se sono strettamente correlate all’attività dell’azienda.

Pertanto, devono essere connesse all’oggetto sociale della società e non possono consistere in spese personali dei soci o degli amministratori, come ad esempio un pranzo di famiglia, che non sarebbe deducibile.

Il Fisco ha il potere di richiedere dettagli specifici ai fini della deducibilità di tali spese.

In particolare, l’Agenzia delle Entrate e gli organi di controllo possono sollecitare i contribuenti a fornire un dettaglio del totale delle spese di rappresentanza, suddiviso per tipologia, oltre ai ricavi e ai proventi derivanti dalle attività tipiche dell’impresa, che servono come base per determinare la percentuale di deducibilità.

Per i costi che non sono classificati come spese di rappresentanza, la loro deducibilità dipende dal rispetto di specifici obblighi documentali. La documentazione necessaria deve includere l’identificazione degli ospiti, la durata e il luogo dell’evento, e la natura dei costi sostenuti.

Tuttavia, esistono dei limiti di deducibilità. Continua a leggere questo articolo per scoprirli!

Limiti

Il tetto di deducibilità delle spese di rappresentanza è proporzionale ai ricavi dell’azienda. Ad esempio, per un’impresa con un fatturato di 10 milioni di euro, il limite massimo deducibile è di 150.000 euro, ovvero l’1,5% dei ricavi.

Tra le spese considerate di rappresentanza ci sono quelle relative a vitto, alloggio e soggiorni alberghieri.

Il TUIR stabilisce che le spese alberghiere e di ristorazione sono deducibili al 75% del loro importo dal reddito d’impresa, così come le spese per vitto e alloggio sostenute direttamente dall’azienda.

Vi è un’eccezione per le spese di vitto e alloggio legate a trasferte fuori dal territorio comunale effettuate da dipendenti o collaboratori, inclusi gli amministratori di società.

Per queste spese, il limite del 75% non si applica, come precisato dall’Agenzia delle Entrate, e sono deducibili fino a un massimo giornaliero di 180,76 euro per trasferte in Italia e 258,23 euro per quelle all’estero.

In generale, le spese per finalità di rappresentanza sono deducibili al 75%, rispettando i limiti imposti in funzione dei ricavi aziendali.

Le spese per vitto e alloggio, quando rientrano nella categoria delle spese di rappresentanza, sono inizialmente soggette a questo limite di deducibilità del 75% (art. 109, co. 5 del TUIR).

Successivamente, queste devono essere aggregate ad altre spese di rappresentanza e soggette ai limiti di deducibilità stabiliti dall’art. 108, co. 2 del TUIR.

Analogamente, le spese per vitto e alloggio durante trasferte locali e quelle sostenute da società di persone per trasferte dei soci sono deducibili al 75%.

Il limite del 75% non vale per le spese dirette del datore di lavoro per la gestione di un servizio mensa, per i costi di un servizio mensa gestito da terzi o in caso di convenzione con un esercizio pubblico per la fornitura di mensa esterna. Inoltre, non si applica all’acquisto di buoni pasto o per le imprese che emettono tali buoni.

Le spese di rappresentanza rappresentano uno strumento importante, ma complesso, nella gestione aziendale moderna.

Comprendendo a fondo la normativa fiscale e adottando strategie di spesa appropriate, gli amministratori possono non solo evitare rischi fiscali, ma anche contribuire al successo della propria azienda.

Se vuoi ottimizzare la gestione delle spese di rappresentanza, contatta il nostro studio per una consulenza personalizzata.

Contattaci per saperne di più o per prenotare una consulenza.

Conclusioni e consigli

Hai dei dubbi? Scrivici nei commenti, ti risponderemo!

Siamo sempre a disposizione se vuoi ricevere una consulenza.

Contattaci tramite il form che trovi qui sotto!

Condividi:

Altri Articoli

Funzionamento auto aziendali

Come funzionano le auto aziendali

Conoscere come funzionano le auto aziendali, il loro trattamento fiscale e i limiti di deducibilità per la tua impresa è fondamentale nell’ottica di un risparmio sulle imposte.

Iscriviti alla Newsletter