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Come funzionano le auto aziendali

Conoscere come funzionano le auto aziendali, il loro trattamento fiscale e i limiti di deducibilità per la tua impresa è fondamentale nell'ottica di un risparmio sulle imposte.
Funzionamento auto aziendali

L’uso delle auto aziendali è disciplinato da normative e disposizioni fiscali specifiche che influenzano sia il loro acquisto che il loro utilizzo.

Le auto aziendali possono rappresentare un aspetto significativo delle risorse patrimoniali di un’azienda.

Ma come funzionano le auto aziendali e quali sono le regole per la deducibilità delle spese ad esse relative?

Approfondiamo insieme questo tema!

Contattaci se vuoi conoscere come funziona l’auto aziendale e come ottimizzare il carico fiscale della tua società.

Acquistare, prendere in leasing e noleggiare auto

Nel contesto societario, le modalità di acquisizione di auto si dividono in acquisto, leasing e noleggio a lungo termine.

La scelta tra queste opzioni dipende da vari fattori, come i costi operativi, le esigenze logistiche, le politiche interne e le questioni fiscali.

Acquistare un’auto comporta l’immobilizzazione di capitali, ma garantisce all’azienda il pieno controllo e la proprietà del veicolo.

Al contrario, il leasing e il noleggio offrono maggiore flessibilità, riducendo l’impatto sulla liquidità aziendale e consentendo la detrazione dei costi come spese operative.

Auto aziendali e trattamento fiscale

Dal punto di vista fiscale, le auto aziendali sono soggette a regolamentazioni specifiche.

Dai redditi d’impresa possono essere dedotte le spese per l’acquisto, il leasing, il noleggio, la manutenzione e l’operatività. Tuttavia, ciò è consentito con restrizioni e secondo le condizioni stabilite dalle normative fiscali.

Le deduzioni variano a seconda dell’uso del veicolo, distinguendo tra un utilizzo esclusivamente aziendale e un utilizzo promiscuo, ovvero sia aziendale che personale.

Nel caso dell’utilizzo promiscuo, è necessario quantificare la parte di uso personale, che può essere tassata come beneficio in natura per il dipendente o l’amministratore che ne usufruisce.

Le aziende che utilizzano auto aziendali devono conformarsi alle normative sulla sicurezza e l’assicurazione, garantendo che i veicoli soddisfino gli standard richiesti e siano adeguatamente coperti.

Le politiche di deducibilità delle spese e di tassazione dei benefici in natura sono soggette a frequenti aggiornamenti e possono variare in base a fattori come il tipo di veicolo, le emissioni di anidride carbonica e le leggi vigenti. Esaminiamole insieme!

Spese relative alle auto aziendali: deducibilità

Il TUIR disciplina il trattamento fiscale di alcuni mezzi di trasporto a motore utilizzati nell’esercizio delle imprese, con dei limiti, in taluni casi, per la deducibilità delle spese e degli altri componenti negativi.

Si fa la distinzione tra veicoli per i quali le spese e gli altri componenti negativi sono interamente deducibili, come i veicoli esclusivamente strumentali all’attività dell’impresa o quelli destinati ad uso pubblico, e veicoli per i quali le spese e gli altri componenti negativi sono parzialmente deducibili.

Rientrano nella seconda categoria i veicoli aziendali, deducibili al 20%, quelli utilizzati da agenti e rappresentanti di commercio, deducibili all’80%, e i veicoli concessi in uso promiscuo ai dipendenti, deducibili al 70%.

Relativamente ai veicoli non esclusivamente strumentali esiste un doppio limite di deducibilità.

Il primo limite è percentuale: il 20% in generale e l’80% per agenti e rappresentanti.

Il secondo limite riguarda il valore fiscalmente riconosciuto.

In base a questo secondo limite, sono stati stabiliti i seguenti tetti al costo d’acquisto: per autovetture e autocaravan, 18.075,99 euro, elevato a 25.822,84 per i veicoli di agenti e rappresentanti; per motocicli, 4.131,66 euro e per ciclomotori, 2.065,82 euro.

Nel caso di noleggio o locazione, i limiti sono differenti. Per autovetture e autocaravan, 3.615,20 euro, elevato dal 2017 a 5.164,57 euro per i veicoli di agenti e rappresentanti; per motocicli, 774,69 euro e per ciclomotori, 413,17 euro.

Uso promiscuo di veicoli

Come precedentemente accennato, i costi relativi ai veicoli concessi in uso promiscuo ai dipendenti sono deducibili al 70%.

In questo caso, non si applicano i limiti al costo fiscale previsti per i veicoli aziendali in generale.

Pertanto, per un’autovettura dal costo di 50.000,00 euro data in uso promiscuo a un dipendente, è possibile dedurre anche la parte che supera i 18.075,99 euro.

Un veicolo si considera dato in uso promiscuo a un dipendente per la maggior parte del periodo d’imposta se è utilizzato per la metà più uno dei giorni che compongono il periodo d’imposta del datore di lavoro.

Non è, inoltre, necessario che l’uso promiscuo sia stato continuativo né che il veicolo sia stato utilizzato da un solo dipendente.

Spese e altri componenti

Cosa sono le spese e gli altri componenti negativi relativi ai mezzi di trasporto? Stiamo parlando degli ammortamenti, delle spese di utilizzo come carburanti e lubrificanti, delle spese di custodia (ad esempio, quelle per un’autorimessa), delle spese di manutenzione e riparazione, dell’IVA oggettivamente indetraibile e della tassa di immatricolazione.

L’ammortamento del costo d’acquisto è deducibile, entro i limiti previsti dall’articolo 164 del TUIR, in misura non superiore a quella risultante dall’applicazione dei coefficienti di ammortamento di cui al DM 31.12.88, pari al 25% per le autovetture.

Le spese per carburante per autotrazione sono deducibili, a partire dal 1 luglio 2018, solo se effettuate tramite carte di credito, di debito, prepagate o altri strumenti assimilati, purché siano rispettati i principi generali di inerenza, competenza e congruità, come stabilito dall’Agenzia delle Entrate.

Spese di assicurazione auto

Come previsto dalla Legge 124 del 2013, a partire dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2014, il contributo SSN sulle assicurazioni auto previsto nell’articolo 334 del codice delle assicurazioni private, di cui al D. Lgs. 209/2005, non è deducibile ai fini delle imposte sui redditi e dell’IRAP.

Questo significa che, dato che la norma si riferisce genericamente alle imposte dirette, dal 2014 è necessario escludere dal costo dell’assicurazione il suddetto contributo, rendendolo integralmente indeducibile nella determinazione del reddito d’impresa e di lavoro autonomo.

Leasing e deducibilità

La normativa in tema di deducibilità dei canoni di leasing, introdotta dalla Legge 147 del 2013, pur mantenendo la deducibilità non legata alla durata del contratto, ha apportato importanti modifiche al TUIR  in relazione ai contratti stipulati dal 1° gennaio 2014.

Nell’ambito delle imprese, la durata minima fiscale dei contratti relativi ai beni mobili ammortizzabili è passata dai 2/3 del periodo di ammortamento, determinato con i coefficienti ministeriali, alla metà del suddetto periodo di ammortamento.

Per quanto riguarda gli autoveicoli aziendali, nulla cambia. La deducibilità dei canoni di locazione finanziaria rimane ammessa per un periodo non inferiore al periodo di ammortamento corrispondente al coefficiente tabellare, ovvero quattro anni.

Come chiarito dall’Agenzia delle Entrate, anche alle auto concesse in uso promiscuo ai dipendenti per la maggior parte del periodo d’imposta si applicano le novità introdotte dalla legge di stabilità 2014 in relazione ai beni mobili.

Pertanto, per i contratti di leasing stipulati dal 1° gennaio 2014, la deduzione dei canoni può avvenire in un periodo minimo pari alla metà del periodo di ammortamento, cioè due anni.

Questa disposizione si applica anche ai veicoli destinati ad uso pubblico e ai veicoli esclusivamente strumentali all’attività propria dell’impresa, come indicato nell’articolo 164, comma 1, lettera a) del TUIR.

Deducibilità per i falsi autocarri e limiti

La Legge 248 del 2006 ha introdotto una specifica disposizione per evitare che, tramite immatricolazioni “di comodo” di veicoli in categorie fiscalmente più vantaggiose, si eludano le norme che limitano la deducibilità fiscale dei relativi componenti negativi.

I veicoli modificati in modo tale da non impedirne l’uso per il trasporto privato di persone restano soggetti al regime fiscale delle autovetture, indipendentemente dalla categoria di omologazione.

La gestione delle auto aziendali richiede una pianificazione accurata per ottimizzare i vantaggi fiscali e operativi, mantenendo la conformità alle normative e ai requisiti regolamentari.

L’utilizzo delle auto aziendali richiede una valutazione attenta delle necessità operative, dei costi, delle implicazioni fiscali e delle politiche interne.

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