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Come risparmiare con i buoni pasto

Lo sai che è possibile risparmiare con i buoni pasto, ottimizzando così il carico fiscale della tua società riducendo le imposte?
Risparmiare buoni pasto

Tra le strategie da mettere in atto per ottimizzare il carico fiscale della tua S.r.l. ci sono senza dubbio i buoni pasto. Ma come risparmiare con i buoni pasto?

Stiamo parlando di vantaggi fiscali, che puoi conseguire con i buoni pasto.Se vuoi sapere come risparmiare sulle imposte se hai una S.r.l., fornendo buoni pasto ai tuoi dipendenti, continua a leggere questo articolo.

Contattaci se vuoi conoscere come risparmiare con i buoni pasto e come ottimizzare il carico fiscale della tua società.

Che cosa sono i buoni pasto

I buoni pasto rappresentano una componente significativa dei benefit aziendali offerti ai dipendenti. Si tratta, infatti, di un importante strumento di welfare aziendale che può essere utilizzato nell’ambito di una strategia imprenditoriale a beneficio degli imprenditori e dei lavoratori.

Ma cosa sono i buoni pasto? Si tratta di voucher o di carte elettroniche, che i datori di lavoro forniscono ai propri dipendenti per coprire i costi del pasto durante l’orario di lavoro. Questi possono essere utilizzati in vari esercizi commerciali come ristoranti, supermercati e altri punti vendita convenzionati. Sono personalizzabili in base alle specifiche esigenze e hanno un grande raggio di utilizzo. Inoltre, possono essere utilizzati anche dai lavoratori in smart working.

Ti stai chiedendo in che modo i buoni pasto possono farti risparmiare danaro? Infatti, non solo fungono da incentivo motivazionale, ma possono anche generare notevoli risparmi sia per i lavoratori che per i datori di lavoro.

Quindi come massimizzare il valore dei buoni pasto, ottimizzando l’efficacia di questo strumento nel contesto lavorativo italiano? Analizziamo insieme tutti i vantaggi fiscali dei buoni pasto!

Vantaggi fiscali dei buoni pasto

Uno degli aspetti più attrattivi dei buoni pasto è il loro trattamento fiscale vantaggioso. Per i datori di lavoro, i buoni pasto sono completamente deducibili se rispettano certi limiti di valore stabiliti annualmente dall’Agenzia delle Entrate.

Per il 2024, il limite è fissato a 8 euro per buono. Inoltre, i buoni pasto non sono soggetti a contributi previdenziali fino a questo limite, il che rappresenta un’importante riduzione dei costi per l’azienda.

Per quanto riguarda i dipendenti, invece, i buoni pasto sono esenti da tassazione fino al limite di 8 euro, il che significa che il loro valore non viene aggiunto al reddito imponibile del dipendente, preservando così il loro potere di acquisto.

Facendo un rapido calcolo, quindi, con i buoni pasto i lavoratori dipendenti possono beneficiare di circa 200 euro in più al mese rispetto allo stipendio previsto nella busta paga.

Massimizzare il valore dei buoni pasto

I dipendenti possono massimizzare il valore dei buoni pasto pianificando i loro acquisti. Utilizzare i buoni per pasti completi piuttosto che per spuntini occasionali può aumentare notevolmente il risparmio. Inoltre, alcuni esercizi commerciali potrebbero offrire offerte speciali o sconti per i pagamenti effettuati con buoni pasto; quindi, vale la pena tenere d’occhio queste opportunità.

I buoni pasto possono anche essere combinati con altre promozioni o sconti offerti dai ristoranti o dai supermercati. Questo permette di estendere ulteriormente il valore del buono oltre il valore nominale.

Scegliere esercizi convenzionati che offrono piatti di qualità a prezzi competitivi può fare la differenza. Alcuni esercizi potrebbero offrire menu speciali per i titolari di buoni pasto, combinando qualità e convenienza.

Strategie per gli imprenditori

La selezione di un fornitore di buoni pasto affidabile e con una vasta rete di accettazione è cruciale. I datori di lavoro dovrebbero considerare fornitori che offrono soluzioni flessibili, come buoni cartacei o carte elettroniche, e che hanno una buona reputazione per il servizio clienti.

Stabilire politiche chiare sull’emissione e sull’utilizzo dei buoni pasto può prevenire abusi e garantire che il beneficio sia utilizzato nel modo più efficace. È anche importante comunicare chiaramente ai dipendenti le condizioni e i vantaggi dei buoni pasto.

Monitorare l’uso dei buoni pasto e raccogliere feedback dai dipendenti può aiutare a identificare aree di miglioramento. Questo può includere la scelta dei fornitori, la facilità d’uso e la soddisfazione del dipendente, contribuendo a ottimizzare continuamente il programma di buoni pasto.

Quali buoni pasto elettronici scegliere

Il nostro studio ha stipulato una convenzione con i buoni acquisto Edenred per abbattere la pressione fiscale sulla tua Partita Iva. In questo modo potrai accedere ai buoni Ticket Restaurant®, utilizzabili per ristoranti, spesa e acquisti online.

Questi buoni acquisto multibrand, i più usati in Italia, sono utilizzabili in oltre 27.000 punti vendita, anche online, per lo shopping, il carburante e la spesa.  

L’utilizzo dei buoni Ticket Restaurant®, in formato digitale, risulta particolarmente vantaggioso, soprattutto per chi opera in regime ordinario.

Infatti, per le ditte individuali e i professionisti in regime ordinario e senza lavoratori dipendenti, i vantaggi sono rappresentati dall’IVA al 10% totalmente detraibile e dal 75% del costo deducibile ai fini IRPEF con il limite del 2% sul fatturato annuo.

Conveniente, vero?

Se sei interessato ai buoni pasto con Edenred puoi effettuare la tua richiesta tramite il link.

Ricorda che non esiste alcun vincolo di effettuare ordini ripetitivi o periodici. Puoi richiedere il quantitativo di buoni pasto desiderato in base alle tue necessità. Il valore del buono è libero, da un minimo di 1 euro a un massimo di 25 euro, detassato fino a 8 euro, l’importo consigliato.

Tieni presente che i buoni ordinati saranno validi fino a dicembre 2024, se acquistati entro agosto. I buoni acquistati a partire da settembre, invece, scadranno nel dicembre 2025. I tempi di attivazione sono circa di cinque giorni lavorativi.

Contattaci per saperne di più o per prenotare una consulenza.

Conclusioni e consigli

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