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Fisco e beni non pignorabili

In Italia esistono alcune limitazioni legali ai beni pignorabili dal fisco. A questo proposito, si parla di beni non pignorabili.
Beni non pignorabili dal fisco

La pignorabilità dei beni rappresenta un tema di grande interesse per molti contribuenti ed è soggetta ad alcune norme fiscali. La paura di perdere beni personali a causa di debiti fiscali può, infatti, essere fonte di ansia e incertezza.

Tuttavia, è importante sapere che esistono alcuni limiti legali che salvaguardano determinati beni dal pignoramento del fisco, definiti non pignorabili. Questo articolo esplorerà quali sono i beni non pignorabili dal fisco, fornendo una guida essenziale per tutti i contribuenti.

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Il pignoramento: che cos’è e come funziona

Il pignoramento permette ai creditori, inclusa l’Agenzia delle Entrate Riscossione, di appropriarsi dei beni di un debitore per soddisfare un debito. Lo scopo del pignoramento è proprio quello di vincolare i beni da assoggettare all’esecuzione, sottraendoli alla libera disponibilità del debitore per assicurare la soddisfazione del creditore. Il pignoramento è disciplinato nel codice di procedura civile, agli articoli 491 e seguenti, nell’ambito dell’espropriazione forzata.

Attraverso l’espropriazione forzata si procede alla confisca di beni, seguita dalla loro liquidazione. Chi è colpito da questa azione legale non avrà la possibilità di utilizzare i beni fino alla conclusione del processo o al pagamento completo del debito.

È il creditore che attua l’espropriazione forzata, identificando e bloccando i beni di un debitore, con il supporto dell’autorità giudiziaria. In questo modo sarà possibile liquidare un credito non ancora saldato. L’espropriazione forzata costituisce una delle tappe del processo di esecuzione forzata e mira ad assicurare al creditore la possibilità di ottenere il pagamento del debito attraverso la vendita dei beni confiscati, a meno che il debitore non adempia volontariamente.

Ma quali sono i beni assoggettabili al pignoramento?

L’espropriazione può coinvolgere beni mobili – come veicoli, gioielli, conti bancari – e immobili – ad esempio, abitazioni o terreni. Ci sono, però, delle restrizioni legali che proteggono il debitore, assicurando che alcuni beni fondamentali per la sua esistenza e quella della sua famiglia non siano confiscabili, come per esempio la residenza principale, con alcune eccezioni. Questi beni sono precisamente indicati agli articoli 514 e 545 del codice di procedura civile.

Tuttavia, il pignoramento da parte del fisco segue delle regole particolari, dal momento che l’Agenzia delle Entrate non è un comune soggetto privato.

Continua a leggere questo articolo per scoprire di più sui beni non pignorabili del fisco!

Il pignoramento da parte del fisco

L’espropriazione da parte degli agenti di riscossione subisce una serie di limitazioni, dettate dalla particolare figura di creditore rappresentata dal fisco.

Diversamente dai creditori privati, l’Agenzia delle Entrate non ha bisogno di rivolgersi al giudice per legittimare la sua attività, essendo dotata di autonomi poteri impositivi.

Come riportato dal sito agenziaentrateriscossione.gov.it, un’azione di espropriazione viene innescata in assenza di risposte agli inviti al pagamento di tasse, tributi e imposte.

Il percorso verso l’espropriazione dei beni di un debitore è piuttosto diretto e organizzato. Inizia con la notifica di solleciti o avvisi, che invitano al pagamento entro un termine stabilito. In caso di mancato adempimento, si procede con ulteriori richiami fino a giungere all’attuazione di un’azione esecutiva estrema, ovvero l’espropriazione.

L’espropriazione, primo atto del processo esecutivo, può riguardare denaro, beni mobili e immobili. L’azione di confisca è anticipata dalla notifica dell’avviso di intimazione, necessaria quando la notifica del pagamento è stata effettuata oltre un anno prima.

Il Decreto Presidenziale n. 602 del 1973 stabilisce regole relative ai procedimenti di riscossione.

L’articolo 49 stabilisce che “per la riscossione delle somme non pagate, il concessionario avvia un procedimento di espropriazione forzata basato sul ruolo, che funge da titolo esecutivo”.

L’articolo 50 specifica, invece, che “il concessionario inizia l’espropriazione forzata se sono trascorsi inutilmente sessanta giorni dalla notifica della cartella di pagamento, fatte salve le norme che regolano i piani di dilazione e la sospensione del pagamento”.

Analizziamo adesso le restrizioni imposte all’attività di pignoramento da parte dell’Amministrazione finanziaria, focalizzandoci sulle principali categorie di beni che possono comporre il patrimonio di un individuo e quindi essere oggetto di pignoramento.

Beni pignorabili

I beni pignorabili da parte dei creditori, sempre entro i limiti imposti a seconda delle situazioni specifiche, sono diversi. Tra i principali troviamo lo stipendio, fino a un massimo di un quinto; la pensione, non oltre un quinto; i mobili e le apparecchiature elettroniche di lusso e non essenziali; gli immobili residenziali, con alcune restrizioni specifiche; i libretti di risparmio; i beni di lusso, per esempio gioielli, yatch, auto di lusso; l’automobile, a meno che non sia essenziale per l’attività lavorativa del debitore; i conti bancari; i conti bancari cointestati, limitatamente al 50%.

Relativamente ai beni immobili, esistono alcune soglie di pignorabilità.

Scopriamo adesso quali sono i beni non pignorabili e le soglie di pignorabilità.

Beni non pignorabili e soglie di pignorabilità

Relativamente ai beni non pignorabili, diciamo subito che non è possibile pignorare la prima casa se il debito è inferiore a 120.000 euro e il valore totale degli immobili posseduti non supera tale soglia. Inoltre, la prima casa non può essere pignorata, anche se il debito supera i 120.000 euro, se è l’unico immobile posseduto dal debitore, purché sia utilizzata come residenza principale, registrata come abitazione civile e non classificata come di lusso.

Per debiti definitivamente accertati superiori alla soglia di 120.000 euro, le procedure includono l’iscrizione di ipoteca, l’attesa di un periodo di sei mesi e la necessità di un preavviso di almeno trenta giorni.

Nel settore privato, come nel caso di un pignoramento da parte di una banca per mancati pagamenti del mutuo, il pignoramento è possibile per qualsiasi importo a discrezione del creditore. Generalmente, seconde case o immobili ad uso commerciale o agricolo possono essere pignorati sia dal fisco che da altri creditori.

Per i depositi bancari, l’ultimo stipendio o pensione accreditati non possono essere pignorati.

Come anticipato, il pignoramento dello stipendio, sia che avvenga presso il datore di lavoro o un ente di previdenza, sia che si verifichi in banca, non può superare un quinto dell’importo totale.

Nel caso delle pensioni, il quinto pignorabile presso l’ente di previdenza deve essere calcolato al netto del minimo vitale, definito come 1,5 volte l’assegno sociale.

Nei conti bancari, i risparmi depositati prima del pignoramento e fino a un importo di 1.379,83 euro sono impignorabili. Il pignoramento può interessare solamente la quota eccedente questa soglia.

È esplicitamente vietato ai creditori il pignoramento del capitale o della rendita accumulata attraverso una polizza vita.

I beni cointestati possono essere soggetti a pignoramento, ma solo per la quota del 50%. Nel caso di proprietà immobiliare cointestata, se divisibile, il Fisco può eseguire l’espropriazione forzata solo sulla metà del bene. Se non divisibile, il bene può essere venduto per intero e metà del ricavato restituita al contitolare non debitore.

Per quanto riguarda l’automobile, se utilizzata per l’attività lavorativa e il proprietario sia un imprenditore o un professionista, non è possibile applicare il fermo amministrativo.

Lo stesso principio si applica agli strumenti indispensabili per lo svolgimento dell’attività professionale o imprenditoriale.

Considerazioni finali

La protezione di alcuni beni dal pignoramento da parte delle autorità fiscali bilancia il diritto del creditore di recuperare ciò che gli è dovuto con la necessità di garantire al debitore e alla sua famiglia un livello di vita dignitoso.

La legge italiana, come molti altri sistemi giuridici, ha identificato specifici beni essenziali che non possono essere pignorati. È fondamentale, quindi, essere informati su quali beni siano protetti e in quali circostanze, soprattutto in contesti di difficoltà economiche che possono portare a situazioni debitorie complesse.

Conoscere la normativa vigente aiuta ad essere più consapevoli e ad evitare problemi.

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Conclusioni e consigli

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