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Rivalutazione delle partecipazioni 2024

La rivalutazione delle partecipazioni societarie e dei terreni è stata confermata anche per il 2024. Per quest'anno l'aliquota dell'imposta sostitutiva è fissata al 16%.
Rivalutazione partecipazioni 2024

Anche per il 2024 è possibile effettuare la rivalutazione delle partecipazioni societarie e dei terreni. Per quest’anno, l’aliquota dell’imposta sostitutiva è fissata al 16%.

Aggiornando il valore iscritto in bilancio delle partecipazioni societarie e dei terreni, eviterai la tassazione di eventuali plusvalenze in caso di vendita e potrai ottenere un risparmio fiscale. Continua a leggere questo articolo se vuoi sapere di più sulla rivalutazione delle partecipazioni societarie e dei terreni per l’anno 2024

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Che cos’è la rivalutazione delle partecipazioni

La rivalutazione delle partecipazioni societarie e dei terreni è stata confermata dalla Legge di Bilancio 2024 con un’imposta sostitutiva fissata al 16%, sul valore di perizia oppure sul valore normale delle partecipazioni, come previsto dal TUIR.

È molto importante procedere con la rivalutazione se si intende effettuare nel 2024 la cessione a titolo oneroso, cioè la vendita, di queste partecipazioni. Infatti, in mancanza della rivalutazione, ti sarà applicata l’imposta sostitutiva del 26% sulla plusvalenza generata. Ovviamente, affinché il regime agevolato risulti conveniente, è necessario che l’imposta sostitutiva del 16%, applicata sul valore della partecipazione posseduta, risulti inferiore al 26% della plusvalenza realizzata in assenza di affrancamento. La rivalutazione, quindi, può farti conseguire un vantaggio fiscale, evitando la tassazione di eventuali plusvalenze.

In caso di vendita, infatti, conseguirai un guadagno rispetto al valore nominale della quota o della porzione di terreno vendute e si genererà una plusvalenza tassabile. Esiste un modo per evitare la generazione di questa plusvalenza: la rivalutazione della quota. Infatti, rideterminando il costo o il valore d’acquisto delle partecipazioni non si genererà alcuna plusvalenza. Pagando l’imposta sostitutiva del 16% prima della cessione della quota, otterrai un vantaggio fiscale che non avresti con l’applicazione della disciplina fiscale sulle plusvalenze. Cosa succede, infatti, se non procedi alla rivalutazione? Come previsto dall’articolo 67 del TUIR, sconterai l’imposta sostitutiva del 26% prevista per le plusvalenze derivanti da cessioni a titolo oneroso di partecipazioni. Con la rivalutazione puoi, quindi, ottenere un considerevole risparmio fiscale! In ogni caso, anche se non sei intenzionato a vendere nel 2024, potrebbe risultare conveniente aggiornare il valore iscritto in bilancio delle tue partecipazioni. Parlane con il tuo commercialista di riferimento.

Ma come funziona la rivalutazione delle partecipazioni nel 2024? Continua a leggere questo articolo per scoprirlo!

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Come funziona la rivalutazione 2024

La rivalutazione è un processo che deve essere effettuato in conformità con i principi contabili nazionali e internazionali.

Per la rivalutazione delle partecipazioni societarie e dei terreni dell’anno 2024 è stata confermata la disciplina prevista per il 2023. Cambiano, però, i termini per aderire all’agevolazione.

Per le partecipazioni non quotate e i terreni posseduti al 1° gennaio 2024, occorrerà una perizia di stima della partecipazione o del terreno ad opera di un professionista. Inoltre, entro il 30 giugno 2024, il contribuente dovrà versare l’imposta sostitutiva del 16% per l’intero suo ammontare. In caso di rateizzazione, bisognerà versare la prima delle tre rate annuali di pari importo. Sulle rate successive alla prima sono dovuti gli interessi nella misura del 3% annuo.

Verrà utilizzato il codice tributo “8057” denominato “Imposta sostitutiva delle imposte sui redditi per la rideterminazione dei valori di acquisto di titoli, di quote o di diritti negoziati nei mercati regolamentati o nei sistemi multilaterali di negoziazione”, come indicato dall’Agenzia delle Entrate.

Per valutare la convenienza della rivalutazione delle partecipazioni societarie e dei terreni, rivolgiti a un commercialista esperto. Contattaci per saperne di più o per prenotare una consulenza.

Rivalutazione delle partecipazioni societarie

La Legge di Bilancio 2024 consente a persone fisiche, società semplici, enti non commerciali e soggetti non residenti privi di stabile organizzazione in Italia di rivalutare il costo o valore di acquisto delle partecipazioni societarie (quotate e non quotate) possedute al di fuori del regime d’impresa, affrancando in tutto o in parte le plusvalenze conseguite, ex articolo  67, comma 1, lettere c) – c-bis) del TUIR.

Possono beneficiare di quest’agevolazione una serie di soggetti. Prima di tutto le persone fisiche, per le operazioni non rientranti nell’esercizio di attività d’impresa. In secondo luogo, le società semplici e i soggetti ad esse equiparate ai sensi dell’articolo  5 del TUIR. Ancora, gli enti non commerciali, se l’operazione da cui deriva il reddito non è effettuata nell’esercizio di impresa. Infine, i soggetti non residenti, per le plusvalenze derivanti dalla cessione a titolo oneroso di partecipazioni in società residenti in Italia, non riferibili a stabili organizzazioni, salve le previsioni contenute nelle Convenzioni contro le doppie imposizioni che ne escludano l’imponibilità in Italia.

Costituiscono partecipazioni rivalutabili: le partecipazioni rappresentate da titoli (azioni), le quote di partecipazione al capitale o al patrimonio di società non rappresentate da titoli (quote di S.r.l. o di società di persone) e i diritti o i titoli attraverso cui possono essere acquisite le predette partecipazioni.

Questo regime può riguardare anche le partecipazioni in una società semplice o in una società estera.

Per avvalersi della rivalutazione per il 2024, occorre possedere la partecipazione alla data del 1° gennaio 2024. Il perfezionamento dell’opzione dipende dal versamento dell’imposta sostitutiva del 16% entro il 30 giugno 2024 e, per le partecipazioni non quotate, dal giuramento della perizia di stima entro la medesima data.

Analizziamo adesso il regime previsto per la rivalutazione dei terreni.

Rivalutazione dei terreni

La rivalutazione dei terreni riguarda i terreni agricoli o edificabili.
Entro il 30 giugno 2024, persone fisiche, società semplici, enti non commerciali e soggetti non residenti privi di stabile organizzazione in Italia possono rivalutare il costo o valore di acquisto dei terreni posseduti al 1° gennaio 2024 al di fuori del regime d’impresa, affrancando in tutto o in parte le plusvalenze conseguite, come previsto dall’articolo 67, comma 1, lettere a) e b) del TUIR. L’agevolazione si perfeziona con il versamento dell’imposta sostitutiva del 16%.

Possono beneficiare di quest’agevolazione, in primo luogo, le persone fisiche, per le operazioni non rientranti nell’esercizio di attività d’impresa. Inoltre, le società semplici e i soggetti ad esse equiparate ai sensi dell’articolo 5 del TUIR. Ancora, gli enti non commerciali, se l’operazione da cui deriva il reddito non è effettuata nell’esercizio di impresa. Da ultimi, i soggetti non residenti, per le plusvalenze derivanti dalla cessione a titolo oneroso di terreni, non riferibili a stabili organizzazioni, salve le previsioni contenute nelle Convenzioni contro le doppie imposizioni che ne escludano l’imponibilità in Italia.

Ricordiamo che le persone fisiche e gli enti non commerciali possono avvalersi dell’agevolazione soltanto con riferimento ai terreni posseduti al di fuori dell’ambito dell’attività imprenditoriale eventualmente esercitata.

Gli imprenditori agricoli, invece, possono essere interessati alla rivalutazione, con riferimento ai terreni edificabili posseduti.

L’imposta sostitutiva si applica sull’intero valore risultante dalla perizia dei terreni (e non quindi solo sull’incremento di valore attribuito), con l’aliquota del 16%.

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Conclusioni e consigli

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