Blog a cura di Studio Cesiano Riccio

L'informazione per la tua tutela della tua azienda

Telefono +39 375 675 6709

Esterovestizione: che cos’è, rischi e conseguenze

Che cos'è l'esterovestizione? Cosa si rischia e quali sono le conseguenze per gli imprenditori che vogliono aprire una società all'estero?
esterovestizione

Sei un imprenditore interessato ai temi della fiscalità internazionale? Tra i più importanti c’è sicuramente l’esterovestizione, che rileva dal punto di vista fiscale e penale.

Se stai pensando di aprire una società all’estero o di trasferirti fuori dall’Italia, ti consigliamo la lettura di questo articolo. Ti spiegheremo che cos’è l’esterovestizione, quali sono i rischi e le conseguenze a cui puoi andare incontro.  

Contattaci per valutare se nel tuo caso specifico conviene aprire una società all’estero e per pianificare la tua strategia fiscale.

Esterovestizione: che cos’è

L’esterovestizione è un fenomeno abusivo, che ha ad oggetto la costituzione fittizia di società formalmente non residenti in Italia, ma sostanzialmente operanti nel territorio italiano. Sono “esterovestite“, e quindi tassate in Italia per i redditi ovunque prodotti, le società estere prive di sostanza economica, costituite all’estero unicamente per farvi affluire i proventi degli illeciti fiscali.

Come fare a capire se si è di fronte a un’ipotesi di esterovestizione? La giurisprudenza ha individuato dei criteri per circoscrivere l’esterovestizione.

Come indicato dall’articolo 73 co. 3 del TUIR, si considerano residenti in Italia le società e gli enti che, per la maggior parte del periodo d’imposta, hanno la sede legale o la sede amministrativa o l’oggetto principale nel territorio dello Stato italiano.

Quindi basta anche uno solo dei requisiti indicati per individuare la residenza fiscale in Italia.

Per sede legale si intende il luogo in cui opera il centro direttivo e amministrativo della società, dove si compiono gli atti giuridici, con l’abituale presenza degli amministratori, che hanno la rappresentanza. La sede amministrativa è, invece, il luogo dove si esplicano la direzione e il controllo dell’attività. In particolare, qualora gli amministratori risiedano all’estero, ma svolgano le proprie funzioni a mezzo di procuratori operanti in Italia, si dovrà qui individuare il luogo della concreta messa in esecuzione, da parte dei predetti procuratori, delle direttive ad essi impartite e, quindi, la residenza fiscale societaria.

Il criterio dell’oggetto sociale, infine, si applica solo se la sede, legale o amministrativa, non sia in Italia per la maggior parte del periodo di imposta.

Analizziamo adesso in maniera più approfondita l’esterovestizione delle società!

Esterovestizione delle società

Per le società il TUIR, al comma 5-bis dell’articolo 73, stabilisce una presunzione legale relativa di localizzazione nel territorio dello Stato della sede amministrativa delle società non residenti che detengono direttamente partecipazioni di controllo in società di capitali residenti in Italia, se sono, a loro volta, controllati, anche indirettamente, da soggetti residenti nel territorio italiano; ovvero sono amministrati da un consiglio di amministrazione o altro organo di gestione, composto in prevalenza da soggetti residenti in Italia.

La presunzione si applica anche nel caso in cui si interpongano nella catena di controllo più sub holding estere, così come stabilito dalla circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 28 del 2006. Per approfondire il tema della holding e dei suoi vantaggi, ti suggeriamo la lettura del nostro articolo.

La presunzione relativa in tema di esterovestizione, di cui all’articolo 73 comma 5-bis del TUIR, non si applica nel caso in cui la società estera non detenga partecipazioni di controllo in società ed enti residenti in Italia. Ciò si evince dalla risposta all’interpello dell’Agenzia delle Entrate n. 27 del 2022. Il successivo comma 5-ter precisa che, ai fini della sussistenza del requisito del controllo, “rileva la situazione esistente alla data di chiusura dell’esercizio o periodo di gestione del soggetto estero controllato. Per le persone fisiche si tiene conto anche dei voti spettanti ai familiari di cui all’articolo 5, comma 5”. Si tratta del coniuge, dei parenti entro il terzo grado e degli affini entro il secondo grado. In relazione all’ipotesi legata alla residenza degli amministratori, la società sarà considerata fiscalmente residente qualora, per la maggior parte del periodo d’imposta, risulti amministrata da consiglieri residenti in Italia. La residenza degli amministratori della società deve, inoltre, essere stabilita sulla base dei criteri previsti dall’articolo 2 del TUIR.

Esterovestizione e presunzione relativa

Perché si parla di presunzione relativa? Perché il contribuente può dimostrare un suo effettivo radicamento all’estero fornendo la prova. Il soggetto estero può, quindi, vincere la presunzione di residenza nel territorio italiano, dimostrando che “esistono elementi di fatto, situazioni od atti, idonei a dimostrare un concreto radicamento della direzione effettiva nello Stato estero”.

L’accertamento dell’esterovestizione riguarda, infatti, le sole società “schermo” che si caratterizzano quali costruzioni di puro artificio, costituite nello Stato estero al solo fine di beneficiare di regimi fiscali più favorevoli. La controllata estera dotata di una propria struttura, benché minima, che le consente di svolgere l’attività prevista dallo Statuto sociale, non può definirsi esterovestita.

In particolare, non sussiste esterovestizione ove la società presenti all’estero stabilimenti, uffici, personale dipendente, organismi direttivi, sedi di decisioni strategiche, autonomie operative, profitti, interessi ed attività sovranazionali. La residenza fiscale in Italia di un soggetto estero deve, infatti, basarsi su un’analisi complessiva della situazione di fatto e non deve essere limitata aduna valutazione acritica fondata sulle presunzioni normative.

Conseguenze dell’esterovestizione

Le principali conseguenze di carattere fiscale dell’esterovestizione sono legate all’attrazione dei redditi realizzati all’estero in Italia. Che cosa succede, infatti, se non si dimostra che la sede di direzione effettiva della società è all’estero?

In questo caso il “soggetto estero si considera, ad ogni effetto, residente nel territorio dello Stato italiano e sarà quindi soggetto a tutti gli obblighi strumentali e sostanziali che l’ordinamento prevede per le società e gli enti residenti”. I redditi conseguiti dal soggetto “esterovestito” saranno, pertanto, assoggettati a tassazione in Italia.

Pertanto, è come se la società non avesse mai generato il reddito all’estero ma in Italia e dunque andranno pagate le imposte con le aliquote nazionali.

Esterovestizione: reato

L’esterovestizione può assumere rilevanza anche sul piano del diritto penale.

Infatti, al di là delle conseguenze fiscali, l’esterovestizione può portare all’applicazione di sanzioni penali.

Nell’ambito dell’esterovestizione, il reato principale che viene in rilievo è quello di omessa dichiarazione di cui all’art. 5 del D. Lgs. 74/2000. Ricorda che per l’avvio di un procedimento penale non è necessario alcun avviso di accertamento tributario definitivo.

Nell’ambito delle società, i reati vengono contestati innanzitutto agli amministratori. Questo perché la responsabilità penale è personale e perché i reati tributari non fanno insorgere una responsabilità penale verso l’ente. Tuttavia, possono rilevare anche il concorso nel reato (art. 110 c.p.) o l’associazione a delinquere nazionale (art. 416 c.p.) e transnazionale (L. 146/2006).

Evasione, elusione, esterovestizione

L’esterovestizione si differenzia dall’evasione e dall’elusione.

Con l’evasione fiscale, infatti, si verifica la violazione di una o più norme di legge con lo scopo di non pagare o di pagare meno imposte.

Si parla, invece, di elusione fiscale quando si aggira la ratio di una o più norme tributarie, pur non violando in via diretta alcuna norma.

La differenza con l’esterovestizione appare dunque evidente alla luce di quanto abbiamo illustrato prima.

Contattaci per valutare se nel tuo caso specifico conviene aprire una società all’estero e per pianificare la tua strategia fiscale.

Conclusioni e consigli

Hai dei dubbi? Scrivici nei commenti, ti risponderemo!

Siamo sempre a disposizione se vuoi ricevere una consulenza.

Contattaci tramite il form che trovi qui sotto!

Condividi:

Altri Articoli

Rivalutazione partecipazioni 2024

Rivalutazione delle partecipazioni 2024

La rivalutazione delle partecipazioni societarie e dei terreni è stata confermata anche per il 2024. Per quest’anno l’aliquota dell’imposta sostitutiva è fissata al 16%.

Pianificazione fiscale e TFM

TFM e pianificazione fiscale

Il TFM è uno strumento di pianificazione fiscale che può far conseguire tanti vantaggi alla società e ai suoi amministratori.

L'IRES cos'è, come funziona e come calcolarla

IRES: cos’è, come funziona e come calcolarla

Comprendere cosa sia l’IRES , l’imposta sul Reddito delle Società, come funzioni e come calcolarla è essenziale per tutte le aziende. Ricorda che con un’attenta pianificazione fiscale puoi risparmiare sulle imposte.

Iscriviti alla Newsletter