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Il bilancio della tua S.r.l.

Il bilancio di esercizio della tua S.r.l. va redatto annualmente come obbligo di legge. Ma lo sai che dalla sua lettura il tuo commercialista può capire come e dove intervenire per ridurre il carico fiscale e farti risparmiare sulle imposte?
S.r.l. e bilancio

Lo sai che il bilancio è un vero e proprio strumento strategico che può farti risparmiare sulle imposte? Così come ogni imprenditore è soggetto all’obbligo di tenuta delle scritture contabili, anche la S.r.l. deve redigere annualmente il bilancio di esercizio. Dalla lettura del bilancio il tuo commercialista può capire dove e come intervenire per ridurre il carico fiscale della tua S.r.l. e garantirti un risparmio fiscale.

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S.r.l.

Che cos’è il bilancio

Il bilancio è il documento contabile che rappresenta la situazione patrimoniale, economica e finanziaria della S.r.l. alla fine di ogni esercizio. Inoltre, il bilancio racchiude il risultato economico dell’esercizio stesso, cioè gli utili conseguiti o le perdite subite.

Il bilancio della S.r.l. è quindi lo strumento legale attraverso cui i soci possono assumere informazioni contabili sull’andamento degli affari sociali. È anche il mezzo attraverso cui i creditori sociali possono conoscere la consistenza del patrimonio della società. Inoltre, nelle società di capitali, costituisce per il fisco il termine di riferimento per la tassazione periodica del reddito della società (Ires). La sua funzione è, quindi, di evidente importanza.

Come redigere il bilancio della tua S.r.l.? Vediamolo insieme.

Come redigere il bilancio

Il bilancio deve fornire ai soci e ai terzi un’informazione contabile chiara, completa e veritiera. Quindi i principi cardine per la redazione del bilancio sono quelli della chiarezza e della rappresentazione veritiera e corretta. Si devono fornire tutte le informazioni, anche ulteriori, se necessarie al fine di fornire un quadro veritiero e corretto.

Come fare per evitare che dal bilancio risultino utili non effettivamente realizzati alla chiusura dell’esercizio? Bisogna effettuare la valutazione delle voci di bilancio secondo prudenza e nella prospettiva di continuazione dell’attività. Quindi, facendo prevalere la sostanza sulla forma in caso di contrasto.

La redazione del bilancio impone di tenere conto delle entrate e delle uscite di competenza dell’esercizio indipendentemente dalla data dell’incasso o del pagamento, nonché dei rischi e delle perdite di competenza dell’esercizio. Si tratta, infatti, di un bilancio di competenza e non di cassa. Per un’esigenza di chiarezza, non è possibile modificare i criteri di valutazione da un esercizio all’altro, salvo casi eccezionali che esigono la motivazione della deroga.   

La struttura del bilancio

Da cosa è costituito il bilancio della tua S.r.l.? Dallo stato patrimoniale, dal conto economico, dalla nota integrativa e dal rendiconto finanziario. Deve, inoltre, essere corredato dalla relazione sulla gestione degli amministratori e dalle relazioni del collegio sindacale e del revisore contabile. La legge indica dettagliatamente le voci che devono figurare nello stato patrimoniale e nel conto economico e ne fissa l’ordine tassativo. Il rispetto delle regole nella redazione di questi documenti è fondamentale.

Lo stato patrimoniale rappresenta sinteticamente la situazione patrimoniale (le voci dell’attivo e del passivo) e la situazione finanziaria nel giorno di chiusura dell’esercizio. Consente di conoscere immediatamente il patrimonio netto della società.

Il conto economico, invece, espone il risultato economico dell’esercizio (utile o perdita) attraverso la rappresentazione dei costi e degli oneri sostenuti, dei ricavi e dei proventi conseguiti nell’esercizio.

Il rendiconto finanziario rappresenta i flussi finanziari, cioè gli incassi e i pagamenti che hanno determinato una variazione della liquidità della S.r.l. nel corso dell’esercizio. Queste informazioni sono fondamentali per valutare la capacità di una società di far fronte ai debiti in scadenza e di effettuare nuovi investimenti.

La nota integrativa, che è parte integrante del bilancio, illustra e specifica le voci dello stato patrimoniale e del conto economico, fornendo delle informazioni integrative.

Infine, la relazione sulla gestione è un allegato esterno al bilancio. La sua funzione è quella di resoconto sulla gestione della società e delle sue prospettive. 

La redazione del bilancio di esercizio comporta per molti cespiti patrimoniali il compimento di una serie di stime da parte degli amministratori. Ti ricordiamo che le piccole e le micro-imprese possono redigere il bilancio in forma abbreviata.

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Come si forma il bilancio

Qual è il procedimento di formazione del bilancio della tua S.r.l.?

Partiamo col dire che l’assemblea ordinaria è l’organo competente per l’approvazione del bilancio e deve essere convocata almeno una volta all’anno.

Gli amministratori redigono il progetto di bilancio. Questa funzione non è delegabile. Il progetto di bilancio è preventivamente comunicato al collegio sindacale con la relazione degli amministratori. Il collegio sindacale riferisce all’assemblea sui risultati dell’esercizio sociale e sull’attività svolta nell’adempimento dei propri doveri e fare osservazioni e proposte sul bilancio e sulla sua approvazione. Il collegio sindacale, se esercita la revisione legale dei conti, redige anche la relazione del revisore esprimendo il suo giudizio sul bilancio. 

Il progetto di bilancio, insieme agli allegati e alle relazioni, deve restare depositato in copia nella sede della S.r.l. durante i quindici giorni che precedono l’assemblea e finché sia approvato. I soci possono prenderne visione.  L’assemblea può approvare o respingere il bilancio. Inoltre, può modificare il progetto depositato.

Entro trenta giorni dall’approvazione, copia del bilancio deve essere depositata presso l’ufficio del Registro delle Imprese insieme alle relazioni e al verbale di approvazione.

L’assemblea che approva il bilancio delibera anche sulla distribuzione degli utili ai soci. Non tutti gli utili sono distribuiti fra i soci sotto forma di dividendi. Esistono alcuni vincoli di destinazione stabiliti per legge e altri dallo statuto. Se, per esempio, negli esercizi precedenti c’è stata una perdita del capitale sociale, non si possono ripartire gli utili fino a quando il capitale non è reintegrato o ridotto in misura corrispondente.

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