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Come si scrive un contratto

Usare il contratto è il modo migliore per prendere accordi di lavoro con i propri clienti. Come si scrive un contratto? Cosa inserire al suo interno? e quando usare la forma scritta?
Come scrivere un contratto

Se già ci conosci, sai che il modo migliore per accordarti con i tuoi clienti è quello di usare un contratto.

Ma come si scrive un contratto e quando va usata la forma scritta?

Oggi vogliamo parlarti di quando è necessario redigere un contratto per iscritto e cosa inserire al suo interno. Quali sono le norme di legge cosiddette derogabili? E a quali, invece, non sono ammesse deroghe? Esistono dei limiti al potere di autonomia privata? Rispondiamo insieme a queste domande per un utilizzo più consapevole dello strumento contrattuale.

Contattaci per usufruire del nostro servizio di contrattualistica, tra i più apprezzati dai nostri clienti!   

Il contratto: regole e autonomia privata

Il contratto è l’accordo tra due o più parti per costituire, regolare o estinguere tra loro un rapporto giuridico patrimoniale. Quindi due o più soggetti (parti) possono usare il contratto per far nascere, chiudere o dare regolamentazione a un rapporto dal contenuto patrimoniale. La caratteristica della plurilateralità differenzia un contratto da un preventivo, che è invece un atto unilaterale. Ricorda che i beni o i servizi oggetto del contratto hanno sempre un valore economico, per questo si parla di rapporto dal contenuto patrimoniale.

Cosa scrivono le parti nel contratto?

Nei limiti imposti dalla legge, le parti possono liberamente determinare il contenuto del contratto. Il limite all’autonomia privata è costituito dall’interesse delle parti, che deve essere meritevole di tutela.

A meno che non si tratti di contratti specifici con una disciplina particolare, il codice civile detta delle regole generali in tema di contratti.      

L’autonomia privata, quindi, è abbastanza ampia. Esistono però alcuni requisiti che il contratto deve necessariamente possedere, pena la sua nullità. Questi sono l’accordo, la causa, l’oggetto e la forma quando la legge la richiede a pena di nullità. Soffermiamoci sul requisito della forma. Quando il contratto deve essere redatto per iscritto? E come si scrive un contratto? Continua a leggere per scoprirlo!

Il contratto redatto per iscritto

La prima domanda da porci è quando il contratto debba avere forma scritta. Il codice civile prevede soltanto per alcuni contratti l’obbligo della forma scritta, per esempio nel caso della compravendita immobiliare.

Quindi, in via generale, non esiste un obbligo di forma scritta per i contratti nel nostro ordinamento.

Se sei un freelance o hai un’agenzia, non hai l’obbligo di stipulare un contratto scritto. Nel caso dei rapporti di consulenza e di prestazione di servizi con i tuoi clienti, è però consigliato l’utilizzo della forma scritta. La ragione è semplice e risiede nella certezza della regolamentazione delle prestazioni tra le parti. Potrai, inoltre, usare il contratto scritto come prova nel caso in cui il tuo cliente non onorasse gli impegni con te presi.

Non scaricare i contratti da internet e contattaci per usufruire del nostro servizio di contrattualistica.

Contratto e conclusione

Proprio perché nel nostro ordinamento vale il principio della libertà della forma, un contratto può dirsi concluso quando chi ha fatto la proposta ha conoscenza dell’accettazione dell’altra parte. L’accettazione deve corrispondere perfettamente alla proposta del proponente. Altrimenti non sarebbe un’accettazione, ma una nuova proposta. In alcuni casi è consentito eseguire la prestazione senza una preventiva risposta. Ciò è possibile, per esempio, su richiesta del proponente, per la natura dell’affare, o se è prescritto dagli usi. In queste ipotesi il contratto si considera concluso nel tempo e nel luogo in cui ha avuto inizio l’esecuzione. Tuttavia, l’accettante deve dare avviso all’altra parte dell’iniziata esecuzione.

Hai fatto una proposta e ti stai chiedendo se puoi revocarla? Come regola generale, poi revocare la proposta finché il contratto non è stato concluso. Salvo i casi di proposta irrevocabile.

Anche l’accettazione può essere revocata. Purché la revoca giunga a conoscenza del proponente prima dell’accettazione.

Attenzione! Parliamo di eccezioni alla regola. Nel caso del contratto con obbligazioni del solo proponente, il destinatario può revocare la proposta, ma in mancanza di rifiuto il contratto è concluso.

Ricorda che con un contratto redatto da un avvocato eviterai brutte sorprese. Potrai accordarti con i tuoi clienti in maniera specifica, indicando con precisione l’oggetto della prestazione e le sue modalità di esecuzione. Così regolerai al meglio i tuoi rapporti lavorativi!

Contattaci per prenotare una consulenza.

Conclusioni e consigli

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